Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande Sezione, 31 gennaio 2023, causa C‑158/21, Puig Gordi e altri

La sentenza affronta l’interpretazione della decisione quadro 2002/584/GAI sul mandato d’arresto europeo in relazione al rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In particolare, la Corte chiarisce che l’autorità giudiziaria dello Stato membro di esecuzione non può rifiutare l’esecuzione di un mandato basandosi esclusivamente su norme nazionali non conformi alla decisione quadro UE.

La Corte afferma che l’autorità esecutiva non può mettere in discussione la competenza dell’autorità giudiziaria emittente a emettere il mandato, salvo che vi siano elementi oggettivi, precisi e aggiornati che dimostrino carenze sistemiche nel sistema giudiziario dello Stato emittente tali da pregiudicare la tutela giurisdizionale effettiva. Tali carenze devono essere specifiche e riferite a un gruppo identificabile di persone, inclusa la persona oggetto del mandato.

Inoltre, la Corte riconosce la possibilità che vengano emessi più mandati d’arresto successivi per la stessa persona, purché ciò non ledano il principio di proporzionalità e non violino le garanzie fondamentali dell’UE. Questa sentenza rafforza la tutela dei diritti fondamentali all’interno della cooperazione penale europea, assicurando un equilibrio tra efficacia della cooperazione e garanzie processuali.

Qui la sentenza.